“Tetsugaku Manga” La Filosofia Occidentale Nei Fumetti .

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Paolo La Marca“Tetsugaku manga”La filosofia occidentale nei fumetti giapponesicitare come: Paolo La Marca, “Tetsugaku manga”. La filosofia occidentale nei fumetti giapponesi, in «Laboratorio dell’ISPF», VII, 2010, 1/2, pp. 191-202.http://www.ispf.cnr.it/file.php?file /ispf lab/documenti/strumenti 2010 07.pdfLaboratorio dell’ISPFISSN 1824-9817 VII – 2010, 1/2

Che il fumetto giapponese non fosse soltanto entertainment, lo si era capito datempo 1 . Il manga, nato originariamente in forma di vignette satiriche che indagavano i costumi sociali del primo Novecento 2 , è diventato espressione culturale che fonde simultaneamente arte grafica e concettualità. Ponendosi comemedium “immediato” e, proprio per questo motivo, “popolare”, il manga haassunto spesso anche una funzione didattica nel proporre a un pubblico nonnecessariamente adolescente rivisitazioni di grandi classici della letteratura e delpensiero, ma anche manuali di storia e di economia 3 .Il significato del termine Tetsugaku (哲学) è “filosofia”, quindi, la denominazione Tetsugaku manga potrebbe idealmente identificare una categoria astratta difumetti legata a temi o testi di matrice essenzialmente filosofica. La nostra indagine, pertanto, potrebbe essere orientata su due complementari tipologie diapproccio alla materia: una diretta (trasposizioni manga di importanti testi filosofici) e l’altra deduttiva (manga che trattano temi molto cari alla filosofia). Sebbene non si possa nascondere un certo interesse per la tipologia “deduttiva”,peraltro oggetto di studio in un volume dal titolo Manga wa tetsugakusuru (マンガは哲学する, Filosofeggiare col manga, Tōkyō, Iwanami Shoten, 2009) diNagai Hitoshi (永井均, 1951), per esigenze di analisi, si è preferito dare priorità in questa sede alla prima tipologia, nel tentativo di elaborare quali dinamicheentrano in gioco nel momento del passaggio dal testo filosofico al fumetto.1 Le librerie giapponesi accolgono, con sempre più frequenza, testi improntati a un’analisidel manga con originali approcci critici. Alcuni esempi possono essere il volume Manga no shakaigaku (マンガの社会学, Sociologia del manga, Tōkyō, Sekai Shisōsha, 2001), a cura di Miyahara Kōjirō (宮原浩二郎, 1956) e Ogino Masahiro (荻野昌弘, 1957), oppure Shōjo MangaJendā Hyōshōron “Dansō no shōjo” no zōkei to aidentiti (少女マンガ 形とアイデンティティ, Studio sulla rappresentazione del gender nello shōjo manga – Raffigurazione e identità della “ragazza in abiti maschili”, Tōkyō, Sairyūsha, 2007) di OshiyamaMichiko (押山美知子).2 Le origini del fumetto giapponese possono essere fatte risalire all’epoca Meiji (1868-1912),quando, su riviste come «The Japan Punch», l’«Eshinbun Nipponchi» e il «Maru Maru chinbun», vengono pubblicate le illustrazioni e le vignette di Charles Wirgman (1832-1891), di Kawanabe Kyōsai (河鍋暁斎, 1831-1889), di Honda Kinkichiro (本多錦吉郎, 1851-1921), diGeorges Ferdinand Bigot (1860-1927) e di Kitazawa Rakuten (北澤楽天, 1876-1955): operedissacranti, ironiche, di pungente analisi sociale e animate, spesso, da un forte senso di contestazione. Si veda: M. T. Orsi, Storia del fumetto giapponese. L’evoluzione dall’era Meiji agli anni Settanta,vol. I, Venezia, Musa Edizioni, 1998, pp. 3-45.3 La serie Manga Nihon Keizai Nyūmon (マンガ日本経済入門, Introduzione all’economiagiapponese sotto forma di manga, Tōkyō, Nihon Keizai Shinbunsha, 1986), di IshinomoriShōtarō (石ノ森章太郎, 1938-1998) rappresenta il primo esempio di manga a scopo didatticoindirizzato a un pubblico adulto. La serie, oltre a diventare un best seller da due milioni di copie vendute, si è aggiudicata nel 1987 la trentottesima edizione del Premio Manga Shōgakukan(小学館漫画賞, Shōgakukan Manga-shō), e l’anno seguente la diciassettesima edizione delGran premio dell’Associazione degli autori di Manga giapponesi (日本漫画家協会賞, NihonMangaka Kyōkai-shō).Laboratorio dell’ISPF – VII, 2010, 1/2pp. 191-202 ISPF, issn 1824-9817

“Tetsugaku manga”. La filosofia occidentale nei fumetti giapponesiLeggere una riduzione in versione manga di un testo letterario o filosoficopotrebbe essere avvertito come un paradosso, o meglio, potrebbe apparire ardua l’impresa di voler accostare due generi che, oltre a esprimersi sfruttandolinguaggi e dinamiche narrative opposte, sono manifestazioni di due cultureapparentemente in contrasto: la cultura “alta” e quella “pop”. Eppure, in Giappone, dove è spesso facile imbattersi in arditi passaggi tra ipotesti e ipertesti,questa ambivalenza è ormai diventata norma.Una proposta commerciale poggiata su queste premesse, viene portata avanti dal 2007 dalla casa editrice East Press (イーストプレス) con la collanaManga de dokuha (まんがで読破, Opere integrali a fumetti) che, come suggerisce il titolo, propone la lettura di opere intramontabili, come Il rosso e il nero diStendhal, I fratelli Karamazov di Fëdor Michajlovič Dostoevskij o Il mercante diVenezia di William Shakespeare, sotto forma di manga realizzati dal gruppo Variety Art Works (バラエティ・アートワークス). Il catalogo, che al momento comprende settantuno volumi, si arricchisce di due nuove pubblicazioni almese. Una catena di montaggio in cui è il lettore a dover scegliere quale operafar pubblicare: in pratica, testi altrimenti inavvicinabili nella loro forma originaria vengono richiesti a gran voce dal pubblico/committente che ne decreta poiil successo nella nuova versione riadattata. Contrariamente alla norma per cuiun manga prima di essere pubblicato in volume viene serializzato su rivista fattore chiave che identifica anche il principale destinatario di un’opera i fumetti diquesta collana della East Press arrivano nellelibrerie nipponiche nella loro forma definitiva, tendenzialmente volumi autoconclusivi.Non si può parlare, quindi, di un target benpreciso di lettori cui queste opere verrebberoindirizzate: si potrebbe trattare indifferentemente di un pubblico adolescente o adulto.Forse proprio all’assenza di un destinatariounico bisogna ricondurre il successo di questa iniziativa. Le fascette promozionali cheaccompagnano le ultime edizioni oggi in libreria reclamizzano, in effetti, vendite perdue milioni e quattrocentomila copie. Tra ititoli presentati ci sono anche molti classicidel pensiero 4 , alcuni dei quali saranno oggetto di analisi in questa sede (Figura 1).Figura 1: Ritratto di Søren KierkegaardPrima di procedere, però, è necessario per il manga tratto da La malattia mor‐spendere qualche parola sulla linea editoriale tale.Oltre ai testi menzionati e discussi nel seguito, figurano nella collana: Il capitale di KarlMarx, il Manifesto del partito comunista di Marx e Friedrich Engels, La malattia mortale di SørenKierkegaard, i Dialoghi di Confucio, L’Anticristo di Friedrich Nietzsche.4Laboratorio dell’ISPF – VII, 2010, 1/2pp. 191-202 ISPF, issn 1824-9817193

PAOLO LA MARCAdella East Press, che appare uniforme e omogenea su tutto il catalogo della linea Manga de dokuha: se in passato alcune case editrici, come la Chūoukōronsha(中央公論社), avevano già proposto una rilettura di grandi opere nella collanadal titolo Manga Nihon no Koten (マンガ日本の古典, I classici giapponesi afumetto) 5 , lasciando però ogni scelta stilistica e narrativa in mano all’originalitàe all’estro dell’artista di turno, la East Press, al contrario, ha preferitoun’impostazione generale più spersonalizzata (al punto che i nomi degli autoridei singoli manga non sono indicati nei volumi), quasi scolastica, sicuramentemeno ricercata da un punto di vista grafico e di composizione delle tavole, maforse di più facile assimilazione.La Divina Commedia (神曲, Shinkyoku, 2008), ad esempio, viene incredibilmente condensata in meno di duecento pagine in cui la lettura procede spedita,dall’Inferno al Paradiso, in base a un processo di semplificazione della trama edi alleggerimento dei contesti sociali: fattori senza i quali verrebbe meno la leggibilità, condicio sine qua non imprescindibile di questa collana. Lo stesso procedimento è ugualmente applicato ad opere come l’Introduzione alla Psicoanalisi (精神 分 析 入 門 , Seishin BunsekiNyūmon) e L’interpretazione dei sogni(夢判断, Yume Handan) di SigmundFreud, o addirittura per il MeinKampf ( わ が 闘 争 , Waga Tōsō) diAdolf Hitler: le prime due, raccoltein un unico volume, raccontanol’approccio di un giovane Freud allostudio delle malattie della psiche,mentre il secondo ripropone, conuna semplificazione che lascia francamente perplessi, l’infanzia di Hitler fino alla sua ascesa politica culminata con lo sterminio degli ebrei(Figura 2). Insomma, più che proFigura 2: Un’immagine di Adolf Hitler tratta da porre uno studio su un’opera, o meWaga Tōsō.glio una sua rilettura, molti di questiLa serie, composta da trentadue volumi, si distingue per la presenza di nomi noti al mondo del fumetto giapponese che si sono cimentati con originali interpretazioni di opere appartenenti alla tradizione letteraria autoctona. Tra queste si segnalano: Kojiki (古事記, Cronache diantichi eventi) del già citato Ishinomori Shōtarō; Tsutsumi Chūnagon Monogatari (堤中納言物語,Storia del consigliere di mezzo di Tsutsumi) di Sakata Yasuko (坂田靖子, 1953); Konjaku Monogatari (今昔物語, Racconti di un tempo che fu, 2 voll.) di Mizuki Shigeru (水木しげる,1922); Heike Monogatari (平家物語, Storia degli Heike, 3 voll.) di Yokoyama Mitsuteru (横山光輝, 1934-2004); Kōshoku gonin onna (好色五人女, Cinque donne in amore) di Maki Miyako (牧美也子, 1935); Oku no hosomichi (奥の細道, Lo stretto sentiero verso l’interno) di Yaguchi Takao (矢口高雄, 1939); Shinjūten no Amijima (心中天網島, Doppio suicidio d’amore ad Amijima) di Satonaka Machiko (里中満智子, 1948).5Laboratorio dell’ISPF – VII, 2010, 1/2pp. 191-202 ISPF, issn 1824-9817194

“Tetsugaku manga”. La filosofia occidentale nei fumetti giapponesimanga sembrano voler spiegare per grandi linee il pensiero di un autore attraverso un’analisi della sua vita: una sorta di bio-pic su carta, come a dimostrareche la genesi di un testo non può che essere legata in maniera imprescindibilealla vita di chi ha partorito quella stessa opera. Quanto agli autori o alle opereselezionate, non pare, ad oggi, che la casa editrice si sia mai posta formalmenteil problema dell’opportunità di certe scelte editoriali.Un esempio, a metà strada tra il biografico e la fiction pura, potrebbe essereUmano, troppo umano di Friedrich Nietzsche, in giapponese Ningentekina, amarininingentekina (人間的な、あまりに人間的な, 2010), che si apre con una sortadi invocazione fatta dal personaggio Nietzsche in persona:Nell’improbabile caso che esista ciò che chiamiamo Verità, allora non potrà cheessere qualcosa di simile al Nulla. Malgrado ciò, gli esseri umani si ostinano achiedersi quale sia la forma del mondo, la prova di aver vissuto, il valore dellecose importanti e poi, l’esistenza dell’Assoluto. Chi è in grado di rispondere? 6 .Figura 3: Immagine tratta da Ningentekina, amariningentekina. In primo piano Fritz, la madre Vero‐nica, Rita (la ragazza di spalle) e Nietzsche.L’opera originale si compone di una serie di aforismi che nella versione afumetti vengono disseminati, quando non citati attraverso una serie di dettaglivisivi significativi, all’interno di un racconto incentrato sulla vita di un ragazzoche, per certi versi, ricorda molto da vicino quella dello stesso Nietzsche 7 . AmFriedrich Nietzsche, Variety Art Works, Ningentekina, amarini ningentekina, Tōkyō, EastPress, 2010, pp. 5-8.7 Alcuni dati biografici sembrano addirittura coincidere (la discendenza di Nietzsche e diFritz da una stirpe di pastori protestanti, la loro passione per la musica, la breve parentesi comestudenti di teologia per volere materno), altri, invece, seppur simili, scaturiscono da contingenze diverse (nel manga Fritz e la madre scappano dalla città in cui vivono dopo lo scandalo deldoppio suicidio d’amore del padre con l’amante; nella realtà, invece, il giovane Nietzsche si tra6Laboratorio dell’ISPF – VII, 2010, 1/2pp. 191-202 ISPF, issn 1824-9817195

PAOLO LA MARCAbientato nella Germania di fine Ottocento, il manga racconta il percorso di vitadel giovane Fritz, che vive con la madre e il padre, un rispettato pastore protestante. Quando questi si suicida insieme con la sua amante, Fritz e la madreVeronica, distrutta nell’orgoglio e nella psiche, si trovano costretti a trasferirsialtrove. Mentre Fritz prosegue gli studi in un collegio, la madre viene accuditada Rita, figlia del pastore della scuola, segretamente innamorata del ragazzo(Figura 3). Il desiderio della madre è che il figlio diventi un buon pastore cancellando, così, le colpe del marito. Irritato dall’ipocrisia e dalla falsa benevolenza delle persone che lo circondano, Fritz incontra Dieter von Gahmlich, un finanziatore di artisti alla ricerca di nuovi talenti che rimane colpito dalla suabravura nel suonare e nel comporre musica. Per cercare di inseguire il propriosogno – che non è quello di diventare un pastore come vorrebbe la madre –Fritz, introdotto in un mondo per lui del tutto nuovo, conosce la cantante Monica di cui si innamora e con la quale inizia una collaborazione sul palcoscenico. Stanco di dover raccontare bugie su bugie, Fritz viene convinto da Monicaa confessare tutto alla madre, rifiutando, così, il futuro che lei aveva scelto perlui. Ma Rita, irritata per l’indifferenza del ragazzo nei suoi confronti e stanca diassisterne la madre, giorno dopo giorno attenta alla salute di Veronica. Arrivatoil giorno della confessione, Fritz è pronto a raccontare la verità alla madrequando, entrando nella stanza, vede Rita che, con la forza, le fa bere un intruglio. La donna muore quella notte stessa.Figura 4: Una scena che raffigura il dialogo tra Fritz e il prete. Da Ningentekina, amari ningentekina.I molteplici temi che vengono sollevati sono spesso svolti nel corso delmanga in forma di dialoghi tra i veri personaggi: si parla di aspirazioni negate,del nuovo ruolo dell’arte, della facoltà di decidere del proprio destino ignorando i desideri degli altri, del labile confine tra ambizione ed egoismo. Il volumecontiene anche una rilettura di Genealogia della morale e Al di là del bene e del male,alle quali vengono però dedicate poche pagine rispetto a Umano, troppo umano.sferisce con la madre a Naumburg dopo la morte del padre, causata probabilmente da un tumore).Laboratorio dell’ISPF – VII, 2010, 1/2pp. 191-202 ISPF, issn 1824-9817196

“Tetsugaku manga”. La filosofia occidentale nei fumetti giapponesiIl personaggio principale è sempre Fritz che, distrutto dagli eventi, si reca inchiesa dove incontra un prete. Ecco una parte del dialogo tra i due (Figura 4):Il prete: Confessati. Se sei mosso da vero pentimento per la colpa che hai commesso, se offrirai le tue preghiere, otterrai il perdono dal nostro Dio misericordioso.Fritz: Ottenere il perdono ? Il perdono da cosa? Dal fatto di aver continuato adire bugie? Oppure dall’aver tradito le aspettative degli altri? Dall’essermi fattocarico di ferite inconsolabili? [ ] Cosa dovrebbe perdonare Dio agli uomini?Cosa dovrebbe salvare di loro? 8Il prete lo invita a calmarsi e Fritz, dopo essersi lasciato trasportare dai ricordi, gli confessa:Fritz: Un giorno, un uomo mi fece una domanda. Mi chiese se il motivo per cuinon riuscivo ad agire in piena libertà non fosse dovuto al rimorso di coscienzagenerato dalle mie ambizioni, che percepivo come colpe. A pensarci bene è unacosa più che naturale. Se ci sono persone che agiscono secondo il proprio liberoarbitrio, è inevitabile che attorno a loro ci siano vittime Avere ambizione,porta inevitabilmente sofferenza. Non sopportavo l’idea che ciò potesse accadere. Ero fermamente convinto di dover tenere sotto controllo il mio egoismo.Eppure non mi era possibile. Quando tutti gli ostacoli scomparvero dalla miavista, mi sentii tranquillizzato! Ero felice perché finalmente potevo fare ciò chevolevo davvero. Calpestare in tutta tranquillità gli altri e pormi sullo stesso piano di invidiabili esseri umani 9 .In quel momento, il prete si congratula con lui e, assumendo le fattezze diNietzsche, gli dice:Figura 5: Il prete ha rivelato a Fritzla verità sul mondo: «In pratica,un mondo ricostruito manipolan‐do le conoscenze acquisiste se‐condo un’ interpretazione di co‐modo», recita la vignetta. Da Ni‐gentekina, amari ningentekina.89Ivi, p. 144.Ivi, p. 151.Laboratorio dell’ISPF – VII, 2010, 1/2pp. 191-202 ISPF, issn 1824-9817197

PAOLO LA MARCANon ci sarà più nulla che potrà tormentarti. [ ] Hai appena superato ogni ostacolo umano sul tuo cammino. Non è forse qualcosa di cui rallegrarsi? 10Dopo essersi trascinato in un mondo di tenebre, metafora del nichilismo estremo (Figura 5), Fritz rompe simbolicamente le grate della gabbia che lo tengono imprigionato e la chiesa in cui si trova diventa un cumulo di macerie. Rimasto solo sulla scena, ora improvvisamente assolata, Fritz osserva incredulo ilpaesaggio dominato da un grande crocifisso capovolto (Figura 6) e così terminail manga.Sempre di Nietzsche, esiste la versione a fumetti di Così parlò Zarathustra, ingiapponese Tsaratusutora wa kō katatta (ツァラトゥストラはこう語った,2008), un manga costruito sull’opposizionemanichea di bene e male, incarnata dai personaggi del trovatello Alex e di Zarathustra. Lastoria, poi, dalla tramaserrata, quasi da thriller,tocca incredibilmentemolti dei passaggi chiave dell’opera originale,dal superuomo al pagliaccio della torre (Figura 7), dal tema dellagrotta, alla morte di Dio(Figura 8). La narrazione, vivacizzata dalle illustrazioni e non necessariamente vincolata alla realtà dei fatti, e letecniche di semplificazione dei contenuti, dicui si è già dato un saggio nel caso del precedente adattamento, simantengono, in lineagenerale, come caratteristica costante di questeoperazioni di riscritFigura 6: Da Nigentekina, amari ningentekinatura.10Friedrich Nietzsche, Variety Art Works, Ningentekina, amarini ningentekina, p. 154.Laboratorio dell’ISPF – VII, 2010, 1/2pp. 191-202 ISPF, issn 1824-9817198

“Tetsugaku manga”. La filosofia occidentale nei fumetti giapponesiFigura 7: Il Pagliaccio da Così parlò Zarathustra.Figura 8: La prima pagina di Così parlò Zarathu‐stra che recita: “Dio è morto”.Come già accennato a proposito della Commedia, molti titoli della collanadella East Press, nel tentativo di rappresentare contesti culturali e temporalimolto distanti dal pubblico destinatario, vengono supportati da interpolazioni ascopo didascalico che, per grandi linee, diano un’idea del contesto in cui si ambientano la vita e il pensiero dell’autore, oltre che del sistema valoriale vigenteall’epoca. Ne è un esempio la seconda opera che intendiamo analizzare in questa sede, Il Principe di Niccolò Machiavelli, tradotto in giapponese col titolo diKunshuron (君主論, 2008). Il manga si apre con queste parole, che tentano dioffrire al lettore qualche appiglio per meglio comprendere un testo del 1513:Nel medioevo europeo [sic] circolava un testo tristemente noto, che fornivaammonimenti su come raggirare il prossimo. Era un’opera definita eretica: unlibro che insegnava a disfarsi abilmente dell’avversario. Si trattava de Il Principe.In esso il suo autore, Niccolò Machiavelli, aveva raccolto consigli su come governare ispirandosi al crudele e spietato Cesare Borgia. Fino al diciottesimo secolo, il libro continuò a mantenere in tutto il mondo la cattiva fama di “testoimmorale”. Il termine “machiavellismo” nacque proprio da questo libro e vieneancora oggi usato in relazione alla frase “il fine giustifica i mezzi” 11 .Le prime trenta pagine del volume servono a introdurre al lettore la situazione socio-politica dell’Italia in una lettura diacronica: partendo dalla cadutadell’Impero Romano viene abbracciato un arco temporale che arriva al XVI secolo, passando in rassegna figure emblematiche come Carlo Magno, papa Leone III, Ottone I, Lorenzo de’ Medici e Girolamo Savonarola (Figura 9).11Niccolò Machiavelli, Variety Art Works, Kunshuron, Tōkyō, East Press, 2008, pp. 5-7.Laboratorio dell’ISPF – VII, 2010, 1/2pp. 191-202 ISPF, issn 1824-9817199

PAOLO LA MARCAFigura 9: Da sinistra verso destra: Carlo Magno, Papa Leone III, Papa Alessandro VI, Girolamo Savo‐narola.Immediatamente dopo, il focus si spost

La filosofia occidentale nei fumetti giapponesi . Il mercante di Venezia. di William Shakespeare, sotto forma di manga realizzati dal gruppo Va- . La serie, composta da trentadue volumi, si distingue per la presenza di nomi noti al mon-do del fumetto giapponese che si sono cimentati con originali interpretazioni di opere apparte-